Visita al Museo di Stabia con il “Don Milani” di Gragnano

Radici, Storia e Alternanza: i ragazzi del “Don Milani” di Gragnano al Museo Archeologico di Stabia

Nell’aprile 2026, i 26 alunni della classe 4ª A del Liceo “Don Lorenzo Milani” di Gragnano hanno vissuto una delle tappe più significative del loro percorso di Formazione e Alternanza Scuola-Lavoro: la visita al Museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi”, ospitato nella splendida cornice della Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia. Un appuntamento al quale l’Associazione Protezione Verde Pro Natura ODV ha avuto il privilegio di contribuire, affiancando scuola e museo in un percorso di formazione sul territorio.

Un progetto che parte da Gragnano

Studenti della classe 4ª A del Liceo Don Lorenzo Milani di Gragnano durante la visita al Museo Archeologico di StabiaLa visita al Museo D’Orsi non è un episodio isolato, ma una delle fasi di un progetto più ampio di Formazione e Alternanza Scuola-Lavoro che coinvolge la classe 4ª A del Liceo “Don Milani” e che si concluderà nel prossimo mese di maggio. L’obiettivo è chiaro e ambizioso: fornire ai ragazzi una solida base di patrimonio culturale, accompagnarli nella comprensione della realtà in cui vivono attraverso la Storia e, soprattutto, restituire concretezza alla dimensione fisica del territorio — quell’Ager Stabianus che accomuna Gragnano, Castellammare e gli altri comuni della zona in un’identità storica, paesaggistica e culturale profonda.

L’Istituto “Don Lorenzo Milani” è uno dei poli scolastici di riferimento per il comprensorio dei Monti Lattari, con circa 1.600 alunni provenienti da Gragnano e dai comuni circostanti. Gragnano stessa, conosciuta nel mondo per le sue straordinarie ricchezze storiche, culturali, artistiche ed enogastronomiche, rientra pienamente nel progetto di conoscenza e condivisione del territorio promosso da questa iniziativa.

Il Museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi”: un patrimonio restituito alla città

La destinazione scelta per questa tappa è uno dei luoghi simbolo della memoria stabiana. Il Museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi”, inaugurato nel settembre 2020 negli ambienti storici della Reggia di Quisisana e ampliato con un nuovo allestimento nel marzo 2024, conserva oltre 500 reperti provenienti dalle ville romane d’otium della collina di Varano: affreschi, pavimenti in opus sectile, stucchi, sculture, suppellettili in ceramica e bronzo che raccontano la vita dell’antica Stabiae dalla preistoria fino all’eruzione del 79 d.C.

Il museo porta il nome di Libero D’Orsi (1888–1977), il preside che a partire dagli anni Cinquanta guidò con tenacia la riscoperta delle ville stabiane, già parzialmente esplorate in età borbonica. La struttura è gestita nell’ambito del circuito del Parco Archeologico di Pompei ed è diretta da Maria Rispoli, che ha curato anche il primo catalogo scientifico del museo, pubblicato nel 2025.

La lezione nell’aula master: didattica, restauro e “Identità Stabiane”

Lezione didattica nell'aula master del Museo Archeologico di Stabia con il Prof. Sbrizzi e il restauratore F. ApreaLa visita si è conclusa nell’aula master del Museo, con una sessione didattica condotta dal Prof. Sbrizzi e dal restauratore F. Aprea. Gli studenti hanno approfondito i contenuti storici e scientifici del patrimonio stabiano, con particolare attenzione al progetto “Identità Stabiane” — l’iniziativa territoriale nata alla fine del 2025 su impulso di un comitato di associazioni, tra cui l’Associazione Antica Necropoli di Stabia “Madonna delle Grazie”, con l’obiettivo di valorizzare storia, cultura, tradizioni ed economia degli otto comuni dell’Ager Stabianus.

Un ringraziamento sincero è stato espresso dagli organizzatori alla Prof. Emanuela Donnarumma e al Prof. Donato Mosca, alla dirigente scolastica dell’Istituto per aver sostenuto l’iniziativa, e all’Archeologa Maria Cristina Napolitano, guida turistica che ha accompagnato gli studenti nel percorso di visita con competenza e passione.

La simulazione al Museo della Biodiversità: i ragazzi diventano guide

Prima ancora della visita a Castellammare, il percorso formativo aveva già prodotto un risultato concreto e significativo. Giovedì scorso, i 26 alunni della 4ª A si sono recati al Museo della Biodiversità e CITES di Gragnano — partner strutturale del progetto — dove hanno simulato un percorso museale in prima persona: descrivendosi come guide, hanno illustrato i vari reperti esposti con ricchezza di particolari, sottolineandone il contesto ambientale e la rilevanza per la comprensione degli ecosistemi locali.

Un momento che ha dimostrato quanto i ragazzi avessero assimilato non solo nozioni, ma un vero e proprio sguardo sul patrimonio naturale del loro territorio.

Il ruolo di Pro Natura: formazione, sicurezza e accompagnamento

L’Associazione Protezione Verde Pro Natura ODV ha partecipato attivamente all’intero percorso. A rappresentare l’associazione durante la visita era il Segretario Vincenzo Russo, in una giornata ricca di stimoli e confronto tra generazioni e istituzioni diverse.

Un contributo fondamentale è stato quello del Prof. Ernesto Freiles, volontario al Museo della Biodiversità e CITES di Gragnano, che nell’ambito del progetto si è impegnato a fornire agli studenti le norme principali per svolgere l’attività di guida in assoluta sicurezza. Una formazione pratica e concreta, che ha preparato i ragazzi non solo a conoscere i reperti, ma a saperli raccontare in modo responsabile al pubblico.

La partecipazione di Pro Natura rafforza il legame operativo tra le due realtà museali del territorio — quella naturalistico-scientifica di Gragnano e quella archeologica di Castellammare — in un’ottica di sinergia istituzionale che mette al centro i giovani e la trasmissione del patrimonio.

Costruire futuro a partire dalla memoria

Il progetto si avvierà alla conclusione nel mese di maggio, ma ciò che lascia dietro di sé è già un risultato: ventissei ragazzi che hanno imparato a muoversi in un museo non come visitatori passivi, ma come narratori consapevoli del territorio in cui vivono.

Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno reso possibile l’attuazione di questa iniziativa — insegnanti, volontari, operatori museali, dirigenti scolastici, guide e istituzioni — con la convinzione comune che avvicinare i futuri cittadini alle tematiche ambientali e culturali, con un occhio particolare al territorio circostante, sia uno degli investimenti più preziosi che una comunità possa fare.

Pro Natura continuerà a sostenere questi percorsi, convinta che educare alla bellezza del proprio territorio significhi educare alla sua cura.


L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Antica Necropoli di Stabia “Madonna delle Grazie”, con la partecipazione dell’Associazione Protezione Verde Pro Natura ODV nell’ambito del progetto di Formazione e Alternanza Scuola-Lavoro.

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